La Conversazione in Aula

Come un musicista non suona brani di Mozart per esercitarsi ma si esercita per poter suonare i brani di Mozart, uno studente di lingua deve esercitarsi per poter conversare e non fare conversazione per praticare. No, non è la conversazione, ma la pratica che insegna.

​Dobbiamo entrare in un discorso che, a prima vista, potrebbe sembrare strano. Come uno studente di ballo non frequenterebbe una scuola di danza se non potesse ballare, uno studente di lingua non farebbe un corso di lingua senza la possibilità di parlare. Però, è necessario capire ed apprezzare perché qualsiasi forma di conversazione "libera" o "aperta" durante una lezione è considerata negativa; perfino al punto da distruggere un apprendimento giusto ed efficace. Tante scuole pretendono di fare pratica ma, purtroppo, la forma di questa pratica non è mai quella giusta. 

Che cos'è la cosi-detta "Conversazione"?

​Ci sono vari modi per fare conversazione; discorsi aperti guidati dall'insegnante o stimolati da una video; giochi di ruolo o di dialoghi specifici, ecc. Ma qualunque sia il modo, il risultato non cambia.

​Sotto, elenchiamo i maggiori aspetti negativi di questo tipo di partecipazione. Va ribadita che si tratta della 'conversazione' all'interno di una lezione. Non c'è bisogno di dire che qualsiasi contatto (giusto) con la nuova lingua può fare soltanto bene.

​Lo studente può usare solo le parole che conosce.

Un'esperienza di apprendimento non avviene attraverso un esercizio in cui lo studente richiama la sua conoscenza attuale. Anche se fosse in grado di dialogare correntemente ad un determinato livello, l'esperienza non risulterebbe mai in un miglioramento o progresso. Anche se uno studente usasse una parola sua che non facesse parte del corso, gli altri verrebbero esclusi dalla partecipazione per mancanza di comprensione.

​Lo studente può usare solo le parole che ricorda.

Quello che riesce a dire non può mai corrispondere alla sua conoscenza della lingua. Le parole che crede di aver imparato non è stata ancora trasferita ad un livello più profondo della memoria. Senza le parole scritte davanti a lui, lo studente esita, sbaglia e si sente insicuro. E' costretto a tornare indietro ed usare le parole che vengono in mente più facilmente. Che valore avrebbe arrivare al livello cinque, ad esempio, per parlare soltanto al livello due o, al massimo, tre?!

​​L'ambiente stesso costringe lo studente ad applicare il "filtro" della madrelingua.

Quando lo studente ha sia il tempo, ma soprattutto l'abitudine, di vedere la nuova lingua attraverso la sua; quando la necessità di tradurre si consolida ancora di più e quando lo studente è obbligato ad analizzare informazioni linguistiche e/o formulare dei pareri, le conseguenze di tutto ciò sono la lentezza nel parlare e la mancanza dello sviluppo dei riflessi automatici.​

La trasformazione della conoscenza passiva nella capacità di conversare attivamente richiede che i vocaboli e le strutture grammaticali sono facilmente e immediatamente accessibili, privi di blocchi mentali e che non richieda ricorso alla traduzione.

​Lo studente, in fase di apprendimento, non ha ancora queste capacità!

Non c'è mai l'omogeneità nella partecipazione.

I più bravi dominano, i meno bravi non parlano quasi mai, eppure, ogni studente ha lo stesso diritto di essere coinvolto in ogni momento di ogni lezione. Ci sono quelli che 'si buttano' volentieri nel discorso ed altri che preferiscono seguire ed ascoltare - se hanno voglia! Inoltre, lo studente cerca sempre di controllare il suo destino, evita le cose più 'difficili', cambia l'argomento costringe a qualcun altro a parlare.

​​Il fattore psicologico che fa male anche all'orecchio! 

L'insegnante non può e non vuole mettere in difficoltà o in imbarazzo lo studente. Non può costringerlo a parlare - specialmente se è un tipo timido che si vergogna facilmente o ha paura di sbagliare. L'insegnante non può e non vuole creare in aula un senso di fallimento e di negatività e fa del tutto per evitarlo - arrivando perfino ad abbassare il livello di difficoltà e a non correggere tutti gli errori! Se lui dovesse correggere ogni singolo errore lo studente sarebbe totalmente demoralizzato dopo un minuto! Eppure,un atteggiamento di questo tipo non va bene - per niente!

Precedentemente, abbiamo spiegato l'importanza dell'orecchio e il suo ruolo fondamentale nel processo dell'apprendimento delle lingue. Pertanto, ogni non-intervento da parte dell'insegnante durante una 'conversazione' deve soltanto far credere agli altri che ciò che dice uno studente sia giusto. E se non lo è!!? Ciò che entra in modo sbagliato deve uscire nello stesso modo. Gli studenti, essendo continuamente esposti agli errori, si trovano con questi stessi errori consolidati e mai eliminati!

​​La concentrazione

Mentre uno studente parla, gli altri hanno due scelte: o ascoltano o non ascoltano. Se decidono di ascoltare, che cosa sentono!?​ Se non ascoltano, la loro presenza diventa solamente fisica e non più mentale. Stanno perdendo tempo e buttando via soldi!

​Le conseguenze

Sia l'insegnante sia gli studenti entrano in un specie di 'patto psicologico'; lo studente sa che non è in grado di conversare, l'insegnante lo sa perfettamente e, di conseguenza, questa situazione viene accettata come 'normale'. Però, questa 'normalità' è caratterizzata dai blocchi mentali, mancanza di memoria, scarsa comprensione e mancanza di fiducia.

In poche parole, le aspettative si abbassano! Tutto questo NON è pratica!

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La Vostra Scuola di Inglese - Roma