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LA CONVERSAZIONEDobbiamo entrare in un discorso che, a prima vista, potrebbe sembrare strano. Come uno studente di ballo non frequenterebbe una scuola di danza se non potesse ballare, uno studente di lingua non farebbe un corso di lingua senza la possibilità di parlare. Però, è necessario capire ed apprezzare perché qualsiasi forma di conversazione "libera" o "aperta" durante una lezione è considerata negativa; perfino al punto da distruggere un apprendimento giusto ed efficace. Per prima cosa, esaminiamo cosa s'intende con il termine "conversazione libera" e che cosa succede in tale situazione, poi facciamo una distinzione tra conversazione per esercitarsi ed esercizio alla conversazione. Partendo dal presupposto che l'obiettivo della "conversazione libera" dovrebbe essere quello di migliorare le proprie conoscenze grammaticali, comprensione e capacita' di parlare correntemente la lingua, non ha alcun senso sprecare del tempo prezioso tentando di parlare quando non si e' ancora pronti a farlo! Ci sono vari modi per fare conversazione; discorsi aperti guidati dall'insegnante; giochi di ruolo o di dialoghi specifici; conversazione stimolata da un video o audiocassetta, ecc. Ma qualunque sia, il risultato non cambia.
Ci sono anche tanti fattori psicologici da non sottovalutare: L'insegnante non vuole mettere in difficoltà, in imbarazzo o sotto pressione lo studente. Non può costringerlo a parlare, specialmente se è un tipo timido che ha paura di sbagliare o si vergogna quando parla scorrettamente. L'insegnante non vuole, e non può, creare in aula un senso di fallimento o di negatività . Fa di tutto per evitarlo, arrivando persino ad abbassare il livello di difficoltà e a non correggere tutti gli errori! Evita i vocaboli e le strutture piu' difficili "studiate" fino a quel momento, ma non ancora consolidati. Di conseguenza, gli studenti non sono costretti ad esercitarsi ed a ripassare le cose che già avrebbero dovuto imparare. La conversazione si svolge ad un livello inferiore rispetto a quanto e' stato studiato fino a quel momento. II risultato è che le cose sbagliate vengono acquisite, imparate, consolidate, ma mai, mai eliminate ! E' ovvio che ciò che riesce a dire lo studente è il risultato di quello che egli ha precedentemente appreso attraverso le proprie orecchie. Se un'espressione suona in un modo giusto può uscire giusto o almeno accettabile. Ma, se entra sbagliato, può solamente uscire nello stesso modo! In queste situazioni, gli studenti sono, quindi, continuamente esposti a suoni sbagliati. Anche se l'insegnante fermasse lo studente ad ogni sbaglio, probabilmente lo studente sarebbe totalmente demoralizzato già dopo un minuto ! La conseguenza di tutto ciò è che i livelli di aspettative si abbassano. Sia l'insegnante sia lo studente entrano in un specie di "patto psicologico"; lo studente sa che non è in grado di conversare, l'insegnante lo sa perfettamente, quindi, questa situazione viene accettata come " normale". Questa normalità e' caratterizzata dai blocchi mentali, scarsa comprensione, mancanza di memoria e mancanza di fiducia. Inoltre, lo studente cerca sempre di controllare il suo destino, fa finta di conversare, evita cose più "difficili", spesso cambia l'argomento e costringe l'insegnante o qualcun altro a parlare. Come un musicista non suona brani di Mozart per esercitarsi ma si esercita per poter su onare i brani di Mozart, uno studente di lingua deve esercitarsi per poter conversare e non il contrario. No, non è la conversazione che insegna ma la pratica. La pratica è il miglior maestro !
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